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domenica 17 marzo 2013

Strappi di dolore


Tutto ti fa crescere, tutto ti ferisce, anche le cose belle, quando hai il difetto di guardare dove non dovresti. E il -dove- non è sempre un luogo, ma un quando. Non si può scappare, nemmeno se ci provi, da quel tuo voler guardare interno, intimo, che spinge, tira, strappa e non ricuce.
A ricucire ci devi pensare tu dopo aver visto, dopo aver pianto per qualche minuto nel ritaglio di tempo che rubi alla vita.
Rubare il tempo per piangere, quando in casa non c'è nessuno, quando nessuno può vedere o sentire. Rubare il tempo per ricucire l'ennesimo strappo.
Che doloroso modo, questo, di vivere.


martedì 12 marzo 2013

Arcobaleni


Una giornata di sole, calda ma non troppo, io ero protagonista ma al contempo spettatrice. Osservavo una bimba bellissima con la testa piena di riccioli scuri e occhi grandi e nerissimi, vestita in un leggero abito bianco di cotone, che correva avanti e indietro trascinando nel cielo tantissimi aquiloni coloratissimi. Erano tutti a forma di pesciolini, e ogni aquilone aveva tutti i colori dell'arcobaleno. Si avvicinava l'imbrunire, il cielo era azzurro ma ai bordi stava cominciando a sfociare nell'arancione e nel rosso. Per qualche tempo ho udito solo le grida di gioia e i risolini della bimba, e il rumore come di tantissime vele percosse dal vento dei mille aquiloni.
Solo alla fine una voce profonda e delicata al tempo stesso si è mescolata con dolcezza al mazzo di suoni. Era la voce di un uomo, la voce del papà della bimba, anch'esso vestito di bianco e sorridente. "Corri!!! Corri!!!" Le diceva "Corri!!! E gli aquiloni voleranno sempre più in alto, non si poseranno mai più."
Non so chi fossero, quel padre e quella bimba, ma sono felice di averli osservati per un po', stanotte.
Per qualche istante sono stata felice, ho creduto anch'io, davvero, che quegli aquiloni potessero non posarsi mai più.