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lunedì 19 settembre 2016

Magdalene - Horror

Forse è stata colpa mia, l’ho detto al Dr. Ross.
Forse sono stata io a sbagliare perché, un attimo prima di accendere la luce, io l’ho salutata.
Solo due parole, solo due innocentissime parole: “Ciao, Magdalene…”.
Il tono di voce era troppo alto, parlo sempre così nel buio perché ho paura, e forse ho spaventato anche lei perché, lo giuro, il suo viso si è spostato di scatto verso di me. Non tanto, no… solo leggermente, solo quel tanto che bastava per fissarmi dritta negli occhi.
Io lo so che l’ha fatto. Anche se quando ho acceso la luce era ferma.
Io so che aveva torto il collo in alto, verso di me.
Io lo so che aveva sollevato la testa e che sorrideva.
Un sorriso diverso da quello stampigliato sulla sua solita faccia di gomma.
Sembrava più ampio, più largo.
Ma non è stato lì che ha cercato di parlarmi, no, è stato dopo. Dopo cena, dopo il film e lo spuntino della sera.
È stato quando ho spento la luce e sono andata a letto.
L’ho già detto, no?
Sì, l’ho già detto.
È col buio che si muove.
Solo col buio.
(Tratto da Magdalene, Marina Lizzi - genere Horror)

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Siete nati e quello doveva bastare. Il mondo vi chiede di rinascere: e voi rinascerete.

Dal momento in cui sarete nati, proveranno in migliaia a farvi credere che voi non sappiate chi siete. Proveranno, da bambini e da adulti, a dirvi come e che cosa dovrete pensare. Cercheranno di inculcarvi le cose in cui credere, e lo faranno nel bene e nel male, questo. Molte persone giureranno a voi e loro stesse di conoscervi a fondo e di sapere cosa sia meglio per voi. Esisteranno momenti in cui, per ovvie ragioni (brutte o belle che siano) voi a queste persone crederete più che a voi stessi. E sbaglierete, facendolo. Ma vi servirà...
Camminerete in scarpe non vostre, su sentieri che non avrete scelto voi e vi sentirete perduti, nonostante la strada maestra sia lì di fronte a voi, chiara e dritta, a mostrarsi per quello che è: una via da seguire. Soltanto una delle tante vie da seguire, ma questo lo capirete dopo.
Lo capirete quando il vostro spirito, quello che avrete ricacciato giù in gola ogni volta che provava ad uscire, sarà abbastanza grande e forte da strapparvi dalle mani di chi aveva l'assurda pretesa di volervi guidare. Lo capirete quando ballerete per la prima volta al ritmo di qualcosa che sentirete vostro, indelebilmente vostro e, questo, vi farà sbarrare gli occhi sulla vita e guardarla pieni di meraviglia. Un po' come la prima volta che da bimbi si vede il mare, o come la prima corsa contro vento: il fiato sembra mancare e, d'improvviso, viene da ridere... ridere forte, mentre vento e respiro si fondono e sentite la vita esplodere e dirvi, per un lungo e bellissimo attimo che tutto è davvero nelle vostre mani, e che molto è possibile, MOLTO dipende da voi.
Capirete, e se sarete fortunati non lo capirete troppo tardi, che vivere la vita a modo vostro non significa tradire nessuna promessa mai fatta. Capirete, vi auguro il prima possibile, che vivere la vita a modo vostro è L'UNICA PROMESSA che dovete mantenere. E da quel momento in poi, tutto, avrà senso.
Avranno senso le scelte, la libertà e il coraggio con cui le farete.
Avranno senso gli sbagli, perché sbagliare fa parte del gioco, che voi lo vogliate o no. Sbagliare vale tanto quanto riuscire e vi auguro di avere la fortuna di trovare le parole giuste per spiegarlo a chi vi voleva perfetti ma vuoti; sorridenti ma tristi, a chi voleva che il vostro passo fosse regolare, ma deboli e curve le vostre spalle.
Le spalle dritte le ha chi combatte. Le spalle dritte le ha chi decide.
Avranno senso le lacrime, avrà senso il dolore.
Avrà senso, soprattutto, la gioia. Quella che vi troverete tra le mani quando davanti a voi avrete la VOSTRA strada, quando troverete quello in cui credere col sangue e con l'anima, e non solo con le nozioni imparate a memoria che con tante parole non dicevano niente.
Avrà senso la vita. La strada imperfetta che lentamente costruirete abbattendo ostacoli e tracciando sentieri nella foresta. Avranno senso le svolte, le cadute, avranno senso le grotte in cui per mesi vi nasconderete.
E sarà lì, lì in mezzo al bosco, che voi rinascerete. Perché questo mondo vi chiede di farlo di nuovo: nascere. Vi chiede di farlo per riscattare quello che doveva essere vostro sin dall'inizio e che in troppi hanno provato a contaminare: la libertà.
Rinascerete.
Badate di non fare del male per divertimento o superficialità, ma sarà inevitabile ferire qualcuno e rimanerne feriti.
Cercate di dire sempre e solo la verità, ma sarà inevitabile mentire, a volte.
Amate. Amate davvero e mai per finta. Non dite di amare se non lo pensate.
Mantenete tutte le promesse che fate, anche quelle a voi stessi, ma state attenti a non promettere più di quanto sapete, più di quanto potete.
Fate in modo di non tradire mai la fiducia di chi vi guarda come esempio, ma rinunciate all'idea di essere perfetti.
Non insegnate, se potete, che essere buoni e giusti significa non sbagliare mai. I buoni e i giusti sbagliano. I buoni e i giusti sono esseri umani.
Scegliete.
Scegliete.
Scegliete.
Scegliete, sempre, da che parte stare, dove andare, cosa cercare, il vostro passo da tenere, il Dio a cui rivolgervi quando pregate, i compagni di viaggio del vostro cammino.
Scegliete... e poi andate...
Andate senza paura, andate senza timore di aver deluso chi vi voleva diversi. Siete venuti al mondo per vivere, non per ubbidire.
Siete nati e quello doveva bastare.
Il mondo vi chiede di rinascere: e voi rinascerete.

domenica 18 settembre 2016

Travolta dalla marea mediatica: la vita di Tiziana è finita prima del suo suicidio - La discesa verso lo scantinato in cui ha messo fine alla sua vita è durata più di un anno, e non è fatta soltanto di gradini (il mio articolo su Blasting News)

In mezzo a tutto questo susseguirsi di notizie, fra le righe di questo e magari mille altri articoli dedicati a lei, forse si dovrebbe intravedere qualcosa, qualcosa che ci dice che Tiziana non è morta lì, in quello scantinato nel quale ha deciso di smettere di respirare per sempre. [...] Tiziana è morta prima di quel foulard azzurro nello scantinato. Quello, è stato solo il suo ultimo respiro ...clicca qui e continua a leggere su Blasting News

giovedì 15 settembre 2016

Piacenza: operaio muore durante manifestazione sindacale travolto da un camion - 'Ammazzateci tutti', le parole scioccanti dei lavoratori dopo l'accaduto. (il mio articolo su Blasting News)


"Ammazzateci tutti": le scioccanti parole dei lavoratori

Scioccanti e potenti, le parole del comunicato rilasciato dai lavoratori in seguito all'accaduto: "Ammazzateci tutti", e basterebbe questo a tradurre il clima di tensione delle ultime ore, ma la nota prosegue: "è il grido dei lavoratori della logistica di Piacenza. [...] " Un grido che arriva, forte e chiaro, alle orecchie di tutti. E che, indipendentemente dalle dinamiche e dagli approfondimenti che verranno eseguiti, esige di essere ascoltato.... (continua a leggere su Blasting News: http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/09/piacenza-operaio-muore-durante-manifestazione-sindacale-travolto-da-un-camion-001121291.html )


giovedì 8 settembre 2016

Nessuno è al sicuro dalla vita, finché la vive

In questo anno ho imparato molte cose, ma una su tutte ho capito che quello che SEMBRA è sempre o quasi lontanissimo da quello che E'.
In quest'anno ho imparato a giudicare ancora meno di quanto giudicassi prima, senza conoscere a fondo le cose e le persone.
Non si tratta di crescita vera e propria, quanto più di una presa di coscienza più potente, rispetto a prima: mi credevo intera, completa, e invece ero ingenua sotto molti aspetti.
Serve, trovarsi di fronte a scelte difficili, per poter capire la vita fino in fondo o quasi. Serve, riuscire ad adare oltre i bei quadri e grattare via la vernice di facciata per scoprire la realtà che sta sotto... Serve, auguro a tutti di poterlo capire.
Lo auguro perché è l'unico modo per mettersi in salvo dall'inutile perbenismo estremo o per sentito dire. Serve a smettere di sentirsi al sicuro, perché nessuno lo è del tutto, dalla vita, finché la vive.
Ho imparato che la maggior parte delle persone dovrebbe tacere, e che gli agnelli sacrificali sono stati quasi sempre belve feroci, in passato, ma di una ferocia subdola e sotterranea, che nessuno ha visto tranne chi ne è stato ferito indelebilmente; ho imparato che tutti dicono la loro quando è meno richiesta; che tutti fanno sempre la cosa più giusta, se non sono nei panni degli altri... un po' come gridare a una persona trascinata via da un'alluvione come nuotare per mettersi in salvo, mentre si è al sicuro sulla sponda del fiume. Ho imparato, e non ne avevo bisogno perché già lo sapevo, che ho degli amici forti. Forti in ogni senso del termine. Abbastanza forti da non farmi mai sentire male, mai, nemmeno quando avrebbero potuto farlo. Amici in grado di capire tutto, anche le mille sfumature che i coglioni invece dividerebbero senza remore in Bianco o Nero.
Ho imparato e imparerò ancora, che anch'io parlavo e ho parlato spesso con troppa faciloneria, e che troppe volte sono stata sicura di cose che poi si sono sgretolate.
A cosa serve, questo? Ma a vivere, ovviamente. A vivere PER DAVVERO, come direbbe mio nipote come rafforzativo, e non sulla scia di qualcosa che somiglia troppo a una coppia di binari predisposti.
La vita va vissuta fuori, solo così è giusto. Fuori dai binari, fuori dagli schemi imposti, fuori dal coro se il coro non ci piace, che poi è l'unico modo per esserci davvero DENTRO quando invece ci piace sul serio; fuori dal vizio di forma, fuori dalle regole in cui non credi ma che ti hanno detto che erano giuste e allora va bene così... Fuori, fuori, per strada.
Per strada ci si sporca, per strada si stringono patti, per strada si sopravvive davvero. E per strada ci sono mille motivi per tacere, prima di parlare.

martedì 6 settembre 2016

La vita è dopo i puntini di sospensione...

...non lasciate che i puntini di sospensione vengano seguiti dal vuoto, dite anche quello che viene dopo, perché le cose che dovrebbero venire dopo i puntini di sospensione sono sempre le più importanti. Sono quelle che ci spezzano il fiato e per paura non diciamo, o per il cervello, il maledetto cervello che si mette in mezzo a fotterci le cose con la sua mente. Ma no, quando arrivano i puntini di sospesnsione fate un bel respiro e girate la manopola della testa su off, e poi parlate. Come una cascata, come una porta che si spalanca per la corrente...via, via, lasciate che esca il cuore. La vita è fatta per questo, ne sono sicura. La vita è fatta per quello che viene dopo i puntini di sospensione. E allora trovatevi una persona che sia lì, dopo quei puntini...qualcuno che si incastri perfettamente con voi quando vi abbracciate, o quando appoggiate la testa sulla sua spalla ed è subito giusto così, è giusto il posto senza che cambiate posizione; il posto è giusto per le vostre labbra quando si baciano, è giusto il posto delle vostre mani quando si tengono, si cercano, senza che il cervello dica loro di farlo. Senza le parole dopo i puntini di sospensione, non troveremo mai questa persona. Senza le parole dopo i puntini di sospensione, senza quel coraggio del salto nel vuoto, non atterreremo mai nella vita. Tutto quello che viene prima non ha senso se dopo il fiato sospeso non segue il respiro. Se dopo il silenzio non esce il cuore, tutto quello che abbiamo taciuto non ha senso.
Così, tanto per dire...
Tanto per dire.

lunedì 5 settembre 2016

Le Perle di Alessandro Baricco #1

- "Madame Deverià... Io come farò a riconoscerla, quella donna, la MIA, quando la incontrerò?"
[...]
- "Chiudete gli occhi, Bartleboom, e datemi le vostre mani."
Bartleboom ubbidisce. E subito sente sotto le sue mani il volto di quella donna, e le labbra che giocano con le sue dita, e poi il collo sottile e la camicia che si apre, le mani di lei che guidano le sue lungo quella pelle calda e morbidissima e se le stringono addosso, a sentire i segreti di quel corpo sconosciuto, a stringere quel calore, per poi risalire sulle spalle, tra i capelli e di nuovo tra le labbra, dove le dita scivolano avanti e indietro fino a quando non arriva una voce a fermarle e a scrivere nel silenzio: - "Guardatemi, Bartleboom."
La camicia le è scesa sul grembo. Gli occhi le sorridono senza nessun imbarazzo.
- "Un giorno vedrete una donna e sentirete tutto questo senza nemmeno toccarla."


Oceano Mare, Alessandro Baricco