martedì 1 novembre 2016
Terremotati rifiutati dai centri accoglienza se in possesso di cani - L'intervento di Enpa per sensibilizzare all'accoglienza e promuovere soluzioni (il mio articolo su Blasting News)
Poche, in questo scenario instabile e complesso, sono le cose in grado di portare vero conforto alle persone che stanno vivendo letteralmente in mezzo a uno sciame sismico di rara ferocia che sta ripetutamente colpendo il centro Italia. Poche ma essenziali, queste stesse cose, andrebbero protette con ogni forma di rispetto. Ma è notizia di queste ore, invece, che un nuovo ostacolo si è presentato a rendere ancora più difficile la vita degli sfollati:...continua a leggere su Blasting News
mercoledì 19 ottobre 2016
Grande Fratello Vip: il primo finalista è Alessia Macari - il mio articolo su Blasting News
La tensione della puntata era stata mantenuta alta dallo scontro mai del tutto sedato tra "Le Mosetti" e Giulia De Lellis, fidanzata del concorrente Andrea Damante, e dalla successivaeliminazione di Asia Nuccetelli con una nettissima maggioranza di voti favorevoli alla sua uscita. La ragazza, poco prima di abbandonare la casa... continua a leggere su Blasting News
lunedì 19 settembre 2016
Magdalene - Horror
Forse sono stata io a sbagliare perché, un attimo prima di accendere la luce, io l’ho salutata.
Solo due parole, solo due innocentissime parole: “Ciao, Magdalene…”.
Il tono di voce era troppo alto, parlo sempre così nel buio perché ho paura, e forse ho spaventato anche lei perché, lo giuro, il suo viso si è spostato di scatto verso di me. Non tanto, no… solo leggermente, solo quel tanto che bastava per fissarmi dritta negli occhi.
Io lo so che l’ha fatto. Anche se quando ho acceso la luce era ferma.
Io so che aveva torto il collo in alto, verso di me.
Io lo so che aveva sollevato la testa e che sorrideva.
Un sorriso diverso da quello stampigliato sulla sua solita faccia di gomma.
Sembrava più ampio, più largo.
Ma non è stato lì che ha cercato di parlarmi, no, è stato dopo. Dopo cena, dopo il film e lo spuntino della sera.
È stato quando ho spento la luce e sono andata a letto.
L’ho già detto, no?
Sì, l’ho già detto.
È col buio che si muove.
Solo col buio.
(Tratto da Magdalene, Marina Lizzi - genere Horror)
Acquista
Siete nati e quello doveva bastare. Il mondo vi chiede di rinascere: e voi rinascerete.
Camminerete in scarpe non vostre, su sentieri che non avrete scelto voi e vi sentirete perduti, nonostante la strada maestra sia lì di fronte a voi, chiara e dritta, a mostrarsi per quello che è: una via da seguire. Soltanto una delle tante vie da seguire, ma questo lo capirete dopo.
Lo capirete quando il vostro spirito, quello che avrete ricacciato giù in gola ogni volta che provava ad uscire, sarà abbastanza grande e forte da strapparvi dalle mani di chi aveva l'assurda pretesa di volervi guidare. Lo capirete quando ballerete per la prima volta al ritmo di qualcosa che sentirete vostro, indelebilmente vostro e, questo, vi farà sbarrare gli occhi sulla vita e guardarla pieni di meraviglia. Un po' come la prima volta che da bimbi si vede il mare, o come la prima corsa contro vento: il fiato sembra mancare e, d'improvviso, viene da ridere... ridere forte, mentre vento e respiro si fondono e sentite la vita esplodere e dirvi, per un lungo e bellissimo attimo che tutto è davvero nelle vostre mani, e che molto è possibile, MOLTO dipende da voi.
Capirete, e se sarete fortunati non lo capirete troppo tardi, che vivere la vita a modo vostro non significa tradire nessuna promessa mai fatta. Capirete, vi auguro il prima possibile, che vivere la vita a modo vostro è L'UNICA PROMESSA che dovete mantenere. E da quel momento in poi, tutto, avrà senso.
Avranno senso le scelte, la libertà e il coraggio con cui le farete.
Avranno senso gli sbagli, perché sbagliare fa parte del gioco, che voi lo vogliate o no. Sbagliare vale tanto quanto riuscire e vi auguro di avere la fortuna di trovare le parole giuste per spiegarlo a chi vi voleva perfetti ma vuoti; sorridenti ma tristi, a chi voleva che il vostro passo fosse regolare, ma deboli e curve le vostre spalle.
Le spalle dritte le ha chi combatte. Le spalle dritte le ha chi decide.
Avranno senso le lacrime, avrà senso il dolore.
Avrà senso, soprattutto, la gioia. Quella che vi troverete tra le mani quando davanti a voi avrete la VOSTRA strada, quando troverete quello in cui credere col sangue e con l'anima, e non solo con le nozioni imparate a memoria che con tante parole non dicevano niente.
Avrà senso la vita. La strada imperfetta che lentamente costruirete abbattendo ostacoli e tracciando sentieri nella foresta. Avranno senso le svolte, le cadute, avranno senso le grotte in cui per mesi vi nasconderete.
E sarà lì, lì in mezzo al bosco, che voi rinascerete. Perché questo mondo vi chiede di farlo di nuovo: nascere. Vi chiede di farlo per riscattare quello che doveva essere vostro sin dall'inizio e che in troppi hanno provato a contaminare: la libertà.
Rinascerete.
Badate di non fare del male per divertimento o superficialità, ma sarà inevitabile ferire qualcuno e rimanerne feriti.
Cercate di dire sempre e solo la verità, ma sarà inevitabile mentire, a volte.
Amate. Amate davvero e mai per finta. Non dite di amare se non lo pensate.
Mantenete tutte le promesse che fate, anche quelle a voi stessi, ma state attenti a non promettere più di quanto sapete, più di quanto potete.
Fate in modo di non tradire mai la fiducia di chi vi guarda come esempio, ma rinunciate all'idea di essere perfetti.
Non insegnate, se potete, che essere buoni e giusti significa non sbagliare mai. I buoni e i giusti sbagliano. I buoni e i giusti sono esseri umani.
Scegliete.
Scegliete.
Scegliete.
Scegliete, sempre, da che parte stare, dove andare, cosa cercare, il vostro passo da tenere, il Dio a cui rivolgervi quando pregate, i compagni di viaggio del vostro cammino.
Scegliete... e poi andate...
Andate senza paura, andate senza timore di aver deluso chi vi voleva diversi. Siete venuti al mondo per vivere, non per ubbidire.
Siete nati e quello doveva bastare.
Il mondo vi chiede di rinascere: e voi rinascerete.
domenica 18 settembre 2016
Travolta dalla marea mediatica: la vita di Tiziana è finita prima del suo suicidio - La discesa verso lo scantinato in cui ha messo fine alla sua vita è durata più di un anno, e non è fatta soltanto di gradini (il mio articolo su Blasting News)
In mezzo a tutto questo susseguirsi di notizie, fra le righe di questo e
magari mille altri articoli dedicati a lei, forse si dovrebbe
intravedere qualcosa, qualcosa che ci dice che Tiziana non è morta lì,
in quello scantinato nel quale ha deciso di smettere di respirare per
sempre. [...] Tiziana è morta prima di quel foulard azzurro nello scantinato. Quello, è stato solo il suo ultimo respiro ...clicca qui e continua a leggere su Blasting News
giovedì 15 settembre 2016
Piacenza: operaio muore durante manifestazione sindacale travolto da un camion - 'Ammazzateci tutti', le parole scioccanti dei lavoratori dopo l'accaduto. (il mio articolo su Blasting News)
"Ammazzateci tutti": le scioccanti parole dei lavoratori
Scioccanti e potenti, le parole del comunicato rilasciato dai lavoratori in seguito all'accaduto: "Ammazzateci tutti", e basterebbe questo a tradurre il clima di tensione delle ultime ore, ma la nota prosegue: "è il grido dei lavoratori della logistica di Piacenza. [...] " Un grido che arriva, forte e chiaro, alle orecchie di tutti. E che, indipendentemente dalle dinamiche e dagli approfondimenti che verranno eseguiti, esige di essere ascoltato.... (continua a leggere su Blasting News: http://it.blastingnews.com/cronaca/2016/09/piacenza-operaio-muore-durante-manifestazione-sindacale-travolto-da-un-camion-001121291.html )giovedì 8 settembre 2016
Nessuno è al sicuro dalla vita, finché la vive
In questo anno ho imparato molte cose, ma una su tutte ho capito che
quello che SEMBRA è sempre o quasi lontanissimo da quello che E'.
In quest'anno ho imparato a giudicare ancora meno di quanto giudicassi prima, senza conoscere a fondo le cose e le persone.
Non si tratta di crescita vera e propria, quanto più di una presa di coscienza più potente, rispetto a prima: mi credevo intera, completa, e invece ero ingenua sotto molti aspetti.
Serve, trovarsi di fronte a scelte difficili, per poter capire la vita fino in fondo o quasi. Serve, riuscire ad adare oltre i bei quadri e grattare via la vernice di facciata per scoprire la realtà che sta sotto... Serve, auguro a tutti di poterlo capire.
Lo auguro perché è l'unico modo per mettersi in salvo dall'inutile perbenismo estremo o per sentito dire. Serve a smettere di sentirsi al sicuro, perché nessuno lo è del tutto, dalla vita, finché la vive.
Ho imparato che la maggior parte delle persone dovrebbe tacere, e che gli agnelli sacrificali sono stati quasi sempre belve feroci, in passato, ma di una ferocia subdola e sotterranea, che nessuno ha visto tranne chi ne è stato ferito indelebilmente; ho imparato che tutti dicono la loro quando è meno richiesta; che tutti fanno sempre la cosa più giusta, se non sono nei panni degli altri... un po' come gridare a una persona trascinata via da un'alluvione come nuotare per mettersi in salvo, mentre si è al sicuro sulla sponda del fiume. Ho imparato, e non ne avevo bisogno perché già lo sapevo, che ho degli amici forti. Forti in ogni senso del termine. Abbastanza forti da non farmi mai sentire male, mai, nemmeno quando avrebbero potuto farlo. Amici in grado di capire tutto, anche le mille sfumature che i coglioni invece dividerebbero senza remore in Bianco o Nero.
Ho imparato e imparerò ancora, che anch'io parlavo e ho parlato spesso con troppa faciloneria, e che troppe volte sono stata sicura di cose che poi si sono sgretolate.
A cosa serve, questo? Ma a vivere, ovviamente. A vivere PER DAVVERO, come direbbe mio nipote come rafforzativo, e non sulla scia di qualcosa che somiglia troppo a una coppia di binari predisposti.
La vita va vissuta fuori, solo così è giusto. Fuori dai binari, fuori dagli schemi imposti, fuori dal coro se il coro non ci piace, che poi è l'unico modo per esserci davvero DENTRO quando invece ci piace sul serio; fuori dal vizio di forma, fuori dalle regole in cui non credi ma che ti hanno detto che erano giuste e allora va bene così... Fuori, fuori, per strada.
Per strada ci si sporca, per strada si stringono patti, per strada si sopravvive davvero. E per strada ci sono mille motivi per tacere, prima di parlare.
In quest'anno ho imparato a giudicare ancora meno di quanto giudicassi prima, senza conoscere a fondo le cose e le persone.
Non si tratta di crescita vera e propria, quanto più di una presa di coscienza più potente, rispetto a prima: mi credevo intera, completa, e invece ero ingenua sotto molti aspetti.
Serve, trovarsi di fronte a scelte difficili, per poter capire la vita fino in fondo o quasi. Serve, riuscire ad adare oltre i bei quadri e grattare via la vernice di facciata per scoprire la realtà che sta sotto... Serve, auguro a tutti di poterlo capire.
Lo auguro perché è l'unico modo per mettersi in salvo dall'inutile perbenismo estremo o per sentito dire. Serve a smettere di sentirsi al sicuro, perché nessuno lo è del tutto, dalla vita, finché la vive.
Ho imparato che la maggior parte delle persone dovrebbe tacere, e che gli agnelli sacrificali sono stati quasi sempre belve feroci, in passato, ma di una ferocia subdola e sotterranea, che nessuno ha visto tranne chi ne è stato ferito indelebilmente; ho imparato che tutti dicono la loro quando è meno richiesta; che tutti fanno sempre la cosa più giusta, se non sono nei panni degli altri... un po' come gridare a una persona trascinata via da un'alluvione come nuotare per mettersi in salvo, mentre si è al sicuro sulla sponda del fiume. Ho imparato, e non ne avevo bisogno perché già lo sapevo, che ho degli amici forti. Forti in ogni senso del termine. Abbastanza forti da non farmi mai sentire male, mai, nemmeno quando avrebbero potuto farlo. Amici in grado di capire tutto, anche le mille sfumature che i coglioni invece dividerebbero senza remore in Bianco o Nero.
Ho imparato e imparerò ancora, che anch'io parlavo e ho parlato spesso con troppa faciloneria, e che troppe volte sono stata sicura di cose che poi si sono sgretolate.
A cosa serve, questo? Ma a vivere, ovviamente. A vivere PER DAVVERO, come direbbe mio nipote come rafforzativo, e non sulla scia di qualcosa che somiglia troppo a una coppia di binari predisposti.
La vita va vissuta fuori, solo così è giusto. Fuori dai binari, fuori dagli schemi imposti, fuori dal coro se il coro non ci piace, che poi è l'unico modo per esserci davvero DENTRO quando invece ci piace sul serio; fuori dal vizio di forma, fuori dalle regole in cui non credi ma che ti hanno detto che erano giuste e allora va bene così... Fuori, fuori, per strada.
Per strada ci si sporca, per strada si stringono patti, per strada si sopravvive davvero. E per strada ci sono mille motivi per tacere, prima di parlare.
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