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venerdì 12 luglio 2013

Un uragano stabile

E quando ti metti a sedere e ti capita di pensare a un tornado di colori e suoni e luci e venti tiepidi, allora significa che hai un'anima sveglia, che non vuole dormire.
E' difficile prendere sonno quando hai di questi pensieri.
E' difficile credere che non esistano davvero quei colori, che non ci sia, da qualche parte, un cielo sotto il quale corrono tornado come quello che si muove, come un uragano stabile, da anni e anni, da quando probabilmente riesci ad avere memoria della tua esistenza, dentro le tue vene.
E' un senso d'appartenenza, quello che si prova riguardo a quei luoghi infiniti. E' qualcosa che si apre dentro una stanza chiusa, è un sole di notte che acceca chi non lo guarda dalla giusta angolazione.
E' qualcosa di cui, strano a dirsi, non riesci a parlare. Tu, tu che puoi parlare quasi di tutto. Tu, che non hai in fondo paura di niente anche quando hai paura di tutto, e sempre tu, che vivi di parole.
Non si sa da dove vengono, non si sa dove vadano, si sa solo che esistono e che ci abiti, in un modo del tutto personale e unico, ci abiti più di quanto tu non abiti nella tua casa fatta di mattoni.
Come si fa a parlare di certi luoghi? Come si fa a spiegare l'esistenza di quei venti tiepidi... della luce che sprigionano quei raggi colorati.
Che cos'è, non lo so.
Assomiglia solo al rumore che vorrei sentire per non pensare, alla luce che vorrei vedere al posto di questo mondo qua. Assomiglia alla libertà che inseguo da troppo tempo su strade cieche e bagnate e buie che mi fanno perdere senza trovare mai la via.
Assomiglia a quello che mi scorre nelle vene .
Non si può parlare, di quei luoghi.

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