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sabato 14 marzo 2015

Libera recensione del libro "Colpa delle stelle", John Green

Colpa delle stelle, John Green
Mi sono imbattuta in svariate recensioni negative su questo "Colpa delle stelle", fortunatamente tutte dopo averlo letto.
No, non sono una lettrice facilmente influenzabile, non lo sono come persona, in generale, ma leggere prima determinati commenti, forse, avrebbe potuto riuscire a non farmi vedere chiaramente il coraggio di questo libro.
E invece l'ho visto.
L'ho visto questo coraggio, e mi è piaciuto.
Sì, forse alcune volte pecca di sfrontatezza, possiamo ammetterlo... esiste coraggio e coraggio, dopo tutto. Mille sono le sfumature che compongono il mondo in ogni suo aspetto, lo stesso vale per ogni caratteristica, pregio o difetto, che la realtà ci attribuisce.
Bé, il coraggio di questo libro non poteva che essere sfrontato, questo è quello che penso.
Ci vuole coraggio sfrontato per dire, ad esempio "Sugli opuscoli che parlano di tumori o nei siti dedicati, tra gli effetti collaterali del cancro c'è sempre la depressione. In realtà la depressione non è un effetto collaterale del cancro. La depressione è un effetto collaterale del morire. (Anche il cancro è un effetto collaterale del morire. Quasi tutto lo è, a dire il vero)." oppure per affermare "E se l'inevitabilità dell'oblio umano ti preoccupa, ti incoraggio a ignorarla. Sa il cielo se non è quello che fanno tutti." Ci vuole coraggio sfrontato, d'altra parte, per parlare con "leggerezza" (una leggerezza che ha poco a che fare con la speranza, quanto più, invece, con l'accettazione) della storia d'amore tra due adolescenti malati terminali di cancro. Che altro, se non questo? Parlare della vita in mezzo alla morte non è semplice, è questo a rendere in qualche modo speciale questo libro. Ci vuole coraggio sfrontato, per forza, e a volte anche un briciolo di violenza. Violenza sorprendente, quella che in alcuni tratti del libro ci colpisce; come un pugno dopo una carezza dolcissima, o un'improvvisa corrente ghiacciata mentre siamo immersi in un mare caldo e calmo.
Non aggiungo altro, se non che amo i libri coraggiosi e sfrontati. Amo la "violenza" con la quale alcune parole, mescolate ben bene alle altre, invitano a riflettere velocemente e senza la possibilità di preparare la mente al pregiudizio e alla rappresaglia morale. 
Il resto, tutto il resto (ed è un bel "resto"), ve lo diranno Gus e Hazel.
Fossi in voi, li ascolterei.

Buona lettura.

Da Colpa delle stelle - John Green (oltre agli stralci sopra citati): 

"L'osteosarcoma a volte ti prende un arto per scoprire chi sei. Se poi gli piaci, si prende il resto."

"Non gli ho detto che la diagnosi era arrivata tre mesi dopo la mia prima meatruazione. Tipo: Congratulazioni! Sei una donna. Adesso muori."

"Mi piaceva che fosse un docente del Dipartimento dei Sorrisi Leggermente Truffaldini con una nomina anche presso il Dipartimento dell'Avere una Voce Che Fa Sentire la mia Pelle come una Vera Pelle."

"-Senza dolore come possiamo conoscere la gioia?-, E' una vecchia argomentazione nel campo della Riflessione sulla Sofferenza, e la sua stupidità o scarsa sottigliezza potrebbe essere sondata per secoli, ma basterà dire che l'esitenza dei broccoli non influisce affatto sul sapore della cioccolata."

"Ogni salvezza è temporanea. [...] ho fatto guadagnare a quei bambini un minuto. Forse è il minuto che consentirà loro di vivere un'altra ora, e l'ora regalerà un anno ancora. Nessuno può donarti l'eternità, Hazel Grace, ma la mia vita ha garantito loro un minuto. Ed è meglio di niente."

"...ma tutti dovrebbero avere un vero amore, e dovrebbe durare almeno quanto dura la tua vita."

"Aveva combattuto duramente, [...] come se si potesse combattere in un altro modo."

"Credo che a questo mondo si possa sempre scegliere come raccontare le storie tristi, e noi abbiamo optato per la versione divertente."

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