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martedì 12 giugno 2012

Le Perle di Virginia Woolf - #1

Tutto era immobile nel salotto o nella sala da pranzo o sulle scale. Ma attraverso i cardini arrugginiti e i battenti gonfi e impregnati di salsedine, certi aliti, staccatisi dal corpo del vento (la casa era in fin dei conti in sfacelo) strisciarono attorno agli angoli e si avventurarono all'interno. Li si poteva quasi immaginare entrare nel salotto, interrogativi e perplessi, e giocare coi lembi penzolanti della carta da parati, chiedendosi per quanto ancora sarebbe rimasta appesa, quando sarebbe caduta. Poi sfiorando lievemente le pareti, passavano oltre come per chiedere alle rose rosse e gialle della carta da parati se sarebbero avvizzite, e per interrogare (adagio, perché avevano tempo a disposizione) le lettere strappate nel cestino della carta straccia, i fiori, i libri ora tutti chiusi per loro: erano alleati? o nemici? per quanto tempo ancora sarebbero durati?
Così guidati a caso dalla luce di una qualche stella scoperta, o di una qualche nave vagante, o fors''anche del Faro, che col suo pallido passo risaliva le scale o calpestava la stuoia, gli aliti montavano leggeri le scale e curiosavano dietro le porte delle camere. Ma lì dovevano arrestarsi. Se anche ogni altra cosa perisse e sparisse, ciò che giace lì è immutabile. Qui si poteva dire a quegli aliti brancolanti che spiravano e si curvavano persino sul letto: qui non potete né toccare né distruggere. Al che, stancamente, spettralmente, come avessero dita leggere come piume e la lieve insistenza delle piume, essi avrebbero guardato per una volta quegli occhi chiusi, quelle dita mollemente giunte, e piegati stancamente i loro abiti sarebbero scomparsi. E così, curiosando, strusciando, andarono presso la finestra delle scale, nelle camere della servitù, nei bauli delle soffitte; scendendo, sbiancarono le mele sul tavolo della sala da pranzo, scompigliarono i petali delle rose, misero alla prova il quadro sul cavalletto, sfiorarono la stuoia e con un soffio sparsero un po' di sabbia sul pavimento. Alla fine, desistendo, insieme cessarono, insieme si radunarono, sospirarono tutti insieme e tutti insieme emisero una raffica improvvisa, lamentosa, a cui rispose una porta della cucina; si spalancò; non lasciò entrare nulla; si richiuse di botto.
[A quel punto Carmichael, che leggeva Virgilio, soffiò sulla candela. Era passata mezzanotte.]
(Tratto da "Gita al faro", Virginia Woolf)




3 commenti:

  1. È eccezionale come riesce a dar vita agli aliti di vento, qualcosa di invisibile e intangibile. Sembra di poterli vedere, come spiritelli che si prendono gioco della casa.
    Marea, per te ho un Meme sul mio blog! Lo trovi qui: http://blog-romanzo.blogspot.it/2012/06/meme-11x11x11.html

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  2. @Blackswan. Sì, semplicemente bellissimo.

    @Blog romanzo: Quando ho letto questo pezzo sono stata inghiottita, o forse sarebbe meglio dire "avvolta", da quell'atmosfera. Ero lì, ero in quella casa, di notte, e sentivo spirare quegli aliti leggeri. Un'immagine nitidissima. Vado subito al meme!!

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