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martedì 22 aprile 2014

Ho sognato chi ero

Ho sognato di vedere le luci, quelle che si vedono dal cielo guardando giù. Ho sognato che non avevo paura, e che sull'onda del vento tutto il brutto sembrava contare di meno e il bello di più. Ho sognato che davvero avrei potuto decidere... decidere cosa? Di vivere, cosa vivere, di essere, di essere in un posto e non in un altro. Ho sognato che le valigie sono leggere, leggere ma piene di tutto quello che serve, e che di tutto quello che serve fai parte anche tu, che ci sei, che mi hai vista, come io ho visto te. Ho sognato di correre senza paure, senza che il vento contrario mi possa fermare; ho sognato che col vento contrario si può persino volare...
Ho sognato che non mi devo sentire diversa, se guardo il mondo con lenti da fiaba. Ho sognato che le cose belle non finiscono mai, ho sognato che ci dice il contrario non esisteva più... anzi, ancora meglio, non era mai esistito. Ho sognato che gli alberi parlano e che i fili d'erba ascoltano; ho sognato che nelle notti di vento parla anche la luna, lo fa con la luce, sì, ma non solo con quella. Ho sognato che ieri era bello, e che domani arriva sempre ed è sempre sereno... Ho sognato di notte senza chiudere gli occhi, perché a chiudere gli occhi si rischia di star più svegli che con gli occhi aperti, o almeno è quello che succede di solito ai sognatori, come me.
Ho sognato chi ero, ho sognato che c'ero...
Ho sognato che il sogno non è ancora finito.

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